Cellule staminali: cosa sono e perché conservarle | Stembiotech Blog
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Cellule staminali: cosa sono e perché conservarle

La ricerca sulle cellule staminali ha registrato enormi progressi negli ultimi 30 anni. Quella che è iniziata come una sperimentazione è diventata una speranza per la cura di malattie e patologie genetiche, nonché per la rigenerazione di tessuti e cellule.
La speranza oggi è diventata una soluzione tangibile per alcune di queste patologie. Si tratta infatti di una vera e propria innovazione in campo medico, che oggi è ancora più accessibile rispetto a pochi anni fa. Questo articolo è stato quindi pensato per spiegare cosa sono le cellule staminali e perché conservarle oggi è un gesto di prevenzione nei confronti di tutta la famiglia.E la speranza oggi è diventata una soluzione tangibile per alcune di queste patologie. Si tratta infatti di una vera e propria innovazione in campo medico, che oggi è ancora più accessibile rispetto a pochi anni fa. Questo articolo è stato quindi pensato per spiegare cosa sono le cellule staminali e perché conservarle oggi è un gesto di prevenzione nei confronti di tutta la famiglia.

 

Cosa sono le cellule staminali

 

cellule adulte

Le cellule staminali sono cellule non specializzate in grado di trasformarsi in altri tipi di cellule che andranno a costituire tessuti ed organi diversi all’interno del corpo umano in un processo conosciuto come differenziamento cellulare. Due sono le caratteristiche principali delle cellule staminali:

 

  • La capacità di auto-rigenerarsi e moltiplicarsi attraverso la divisione cellulare;
  • La capacità di replicare dando origine a diversi tipi di cellule o linee cellulari specializzate.

 

È proprio la loro duttilità e versatilità a renderle una vera e propria rivoluzione in campo medico. Esistono infatti oggi più di 6.000 studi clinici nei quali tali cellule vengono utilizzate per la rigenerazione di tessuti, malattie autoimmuni, malattie rare, patologie neurodegenerative nonché in patologie di diversa natura tra cui diabete di tipo I e paralisi cerebrale.

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La ricerca biomedica si è concentrata molto sulle cure tramite cellule staminali; un importante esempio di cellule staminali utilizzate per fini medici è rappresentato dalle cellule staminali del cordone ombelicale:

  • Cellule staminali del Cordone Ombelicale. Sono le cellule più preziose sia per la loro capacità rigenerativa che per la loro compatibilità in caso di trapianto. Tali cellule infatti, a causa della loro immaturità, da un lato hanno la capacità di evolvere nella maggior parte delle cellule presenti nell’organismo (pluripotenza), dall’altro abbassano significativamente la possibilità di rigetto in caso di trapianto tra persone diverse (trapianto allogenico), rendendole così più facilmente accettate dall’ospite. Il sangue del cordone ombelicale quindi rappresenta una preziosa fonte di cellule sempre disponibili ed utilizzabili nel tempo, per la cura delle patologie del sangue e non solo. Le cellule staminali del cordone ombelicale sono infatti ampiamente utilizzate per la rigenerazione di tessuto osseo, cartilagine, muscolo e nel trattamento delle malattie autoimmuni come diabete di tipo I e sclerosi multipla.

 

Perché conservare le cellule staminali

 

investire sul futuro

Optare per la conservazione delle cellule staminali oggi significa avere una garanzia sul futuro per la propria famiglia.

La ricerca sulle staminali ha fatto passi da gigante a partire dal primo trapianto eseguito nel 1988 su un bambino con anemia di Fanconi, utilizzando le cellule staminali del sangue cordonale prelevato dalla sorellina.

Se ci focalizziamo sulle cellule staminali ricavate dal cordone ombelicale, la loro conservazione va considerata come un gesto di prevenzione che comporta numerosi vantaggi. Vediamone qualcuno:

  • Un’assicurazione nel caso di sviluppo futuro di diverse patologie. Avere una cura “a portata di mano” significa non doversi cimentare nelle lunghe liste d’attesa per trapianti o trattamenti specifici. Una volta estratte e conservate, le cellule staminali sono subito a disposizione;

 

  • La probabilità di rigetto è inesistente. le cellule utilizzate sulla persona da cui provengono (trapianto autologo), garantiscono una compatibilità del 100%. Anche nel caso di trapianti familiari, ad esempio tra fratelli o sorelle, la percentuale di compatibilità è molto più alta rispetto ad un trapianto di cellule da donatore estraneo,

 

  • Poter curare in futuro diverse patologie: ematologiche, autoimmuni, degenerative. Avere a disposizione cellule staminali propriamente conservate garantisce una riserva preziosa e sicura per la rigenerazione di diversi tipi di tessuti

 

  • Il prelievo non comporta nessun rischio né per la madre né per il neonato. Infatti, questa operazione viene eseguita subito dopo il parto, con un kit dedicato, dato ai genitori e consegnato al personale medico il giorno stesso del parto.  In laboratorio i campioni ricevuti vengono sottoposti ai processi di: estrazione delle cellule staminali, congelamento e conservazione in azoto liquido, controlli di qualità e stabilità.

 

  • Le cellule staminali estratte dal cordone ombelicale possono essere utilizzate sia per trapianti autologhi (il donatore e il ricevente sono la stessa persona) che allogenici (il ricevente è una persona diversa da quella da cui sono state prelevate). Per questo motivo i familiari più vicini al bambino dal cui cordone sono state raccolte, ne possono beneficiare per trapianti allogenici intra-familiari;

 

Oggi, le cellule staminali presenti nel sangue del cordone ombelicale offrono una possibilità di cura – spesso l’unica – a pazienti affetti da gravi malattie del sangue (su tutte le leucemie, in particolare quelle infantili), varie forme di tumori, talassemia.

Quanto al domani, si prevede che grazie alle cellule staminali si potrà trovare una soluzione per un elevato numero di malattie molto gravi e diffuse. I continui progressi della ricerca medica lasciano intravedere applicazioni terapeutiche forse risolutive per molte tra le più diffuse patologie:

  • paralisi cerebrale infantile
  • encefalopatia ipossico ischemica nei neonati
  • diabete di tipo I
  • autismo
  • difetti cardiaci come la Sindrome del cuore sinistro ipoplasico
  • ipoacusia
  • soppressione di alcuni difetti genetici, grazie all’utilizzo della terapia genica

 

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