Cellule staminali cordonali: le patologie che si possono trattare
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cellule staminali cordonali

Cellule staminali cordonali: le patologie che si possono trattare

La ricerca in campo medico ha vissuto, e sta tutt’ora vivendo, un periodo caratterizzato dall’evoluzione e dalla ricerca di terapie mirate e specifiche (personalizzate) che si differenziano da individuo ad individuo. 

Terapie personalizzate che sempre più si rivelano la strada migliore per il trattamento e la cura di patologie e malattie rare e genetiche.

La Medicina Personalizzata è infatti lo studio delle caratteristiche genotipiche e fenotipiche (ambiente, stile di vita ecc.) di ogni singolo individuo, e si pone lo scopo di integrare tra loro tali informazioni, conferendo caratteristiche uniche a patologie complesse che possono così essere diagnosticate e curate in maniera più efficiente.


La ricerca medica sulle cellule staminali ricavate dal cordone ombelicale, fa sicuramente parte di questo quadro e le stesse applicazioni terapeutiche sperimentali e non, delle cellule staminali rappresentano un esempio di medicina che ripara i tessuti in modo mirato e personalizzato così da portare ai pazienti soluzioni efficaci per problemi medici gravi, dove il ricorso alla medicina rigenerativa risulta essere l’unica o la migliore alternativa terapeutica.


E’ proprio grazie alle numerose ricerche che utilizzano le staminali come strumento terapeutico che attualmente sono più di 80 le Indicazioni cliniche per le quali è consolidato l’uso di cellule staminali emopoietiche, con comprovata documentazione di efficacia, per le quali è opportuna la raccolta dedicata di sangue cordonale. Molte altre invece stanno attraversando quegli stadi della ricerca clinica che le porterà ad essere definitivamente riconosciute come efficaci strumenti di cura.


In questo articolo ci concentreremo su 4 patologie, che negli ultimi 10 anni hanno registrato un tasso di aumento a livello mondiale. Patologie che possono essere genetiche o contratte soprattutto, in età infantile e che le cellule staminali potrebbero presto guarire.

 

4 patologie che possono essere trattate con le cellule staminali cordonali

 

patologie trattabili cellule cordonali

Autismo infantile

Abbiamo già accennato qualcosa riguardo all’autismo infantile in questo articolo, quando abbiamo approfondito il discorso dei trapianti autologhi.
L’autismo infantile è una sindrome che si manifesta nei primi tre anni di vita del bambino, attraverso difficoltà nelle relazioni sociali e nelle capacità di comunicare e di concentrarsi.

Questa sindrome è causata dal malfunzionamento di alcune zone dell’encefalo, che sono responsabili della memoria, del linguaggio e della concentrazione. Una delle terapie per trattare l’autismo infantile, consiste nell’infusione di cellule staminali. Tale processo aiuta la circolazione di ossigeno, riducendo l’infiammazione, generando nuovi vasi nei tessuti poveri di ossigeno, con un conseguente beneficio nelle zone encefaliche danneggiate. In questo modo le cellule staminali aiutano a rigenerare i neuroni compromessi, stabilizzando e migliorando i processi neuro-biologici.

 

Sul nostro sito vi abbiamo già illustrato il caso di Nicoloz, un bambino georgiano a cui all’età di 3 anni è stato diagnosticato l’autismo infantile.

Al momento del parto, i suoi genitori hanno optato per il prelievo e la conservazione di cellule staminali del cordone ombelicale. Una scelta, che in seguito si è rivelata la sua salvezza.
All’età di 8 anni Nicoloz, nel corso di 18 mesi, è stato sottoposto ad una terapia di tre iniezioni intratecali delle proprie cellule staminali. Le cellule sono state infuse nel liquido cefalorachidiano, la sostanza fluida che si trova nel sistema nervoso centrale.

I risultati della terapia sono più che tangibili. Le relazioni interpersonali e sociali del bambino sono nettamente migliorate, come lo sono la sua capacità di parlare e di esprimersi. Oggi Nicoloz è un bambino sano, che frequenta la scuola e conduce una vita normale.

 

Leucemie infantili

La leucemia pediatrica rimane uno dei tumori più diffusi tra bambini e ragazzi nella prima adolescenza.
In Italia, ogni anno, circa 5 bambini su 100.000 contraggono la patologia e purtroppo le forme più diffuse sono quelle croniche, ossia con una propagazione veloce della malattia che prima intacca i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine, e in seguito colpisce anche altri organi vitali.

Nonostante la ricerca medica abbia fatto progressi mettendo a punto cure farmacologie biologiche per il  trattamento della leucemia infantile, i trattamenti più diffusi rimangono la chemioterapia e la radioterapia, che sì, aiutano a distruggere le cellule tumorali, ma danneggiano gravemente il midollo osseo e indeboliscono il fisico, specialmente quello di un bambino.

Ecco perché, negli ultimi anni chemio e radioterapia sono state integrate con delle iniezioni di cellule staminali, che aiutano a rigenerare tessuti e cellule danneggiati e che vengono impiegate  dopo aver effettuato diversi test per valutare il loro “stato di salute” e la loro sicurezza in caso di trapianto.

 

Diabete di tipo I

Il diabete di tipo I è una patologia cronica. L’incidenza di questa condizione è in aumento in tutto il mondo. E’ detto anche diabete giovanile o insulino-dipendente, in quanto insorge, di solito, in giovane età e l’unico trattamento ad oggi possibile è quello con insulina.


Si tratta di una patologia con la quale è possibile condurre una vita abbastanza normale, se attentamente monitorata, che nasconde però i rischi di contrarre altre malattie croniche.
La causa del diabete di tipo I risiede nelle cellule beta presenti nel pancreas. Quando i livelli di glucosio aumentano, queste cellule hanno il compito di produrre l’insulina, che induce tutte le altre cellule del corpo ad assorbire il glucosio.


Nelle persone affette di diabete di tipo I, il sistema immunitario distrugge le cellule beta e i pazienti devono convivere con iniezioni quotidiane di insulina per controllare i livelli dello zucchero nel sistema.


Prima test su cavie, e in seguito su persone affette da diabete di tipo I, hanno mostrato come le cellule staminali possono replicare le cellule beta presenti nel pancreas, con una conseguente produzione di insulina. L’idea di utilizzare cellule staminali per il trattamento del diabete di tipo I è molto promettente e potrebbe avere un enorme impatto pratico. Negli ultimi dieci anni sono stati compiuti progressi reali verso questo obiettivo e forse in un altro decennio sarà possibile arrivare a un trattamento convalidato.

 

Paralisi celebrale infantile

curare con cellule cordonali

È il tipo di paralisi più diffuso tra i bambini, che colpisce sia lo sviluppo motorio, che quello intellettivo.
La malattia colpisce 1 bambino su 500 e attualmente in Italia ci sono circa 50.000 casi registrati.

Tale patologia è il frutto di una lesione dell’encefalo durante o in prossimità del parto. È molto difficile quindi parlare di prevenzione, dal momento che è complicato prevedere le cause che potrebbero causare la malattia.

La ricerca sulle cellule staminali dal cordone ombelicale sta registrando degli ottimi risultati nel trattamento di questo tipo di paralisi. Infatti, tramite una somministrazione intravenosa e intratecale delle cellule si sono registrati dei miglioramenti generali nei pazienti, che riguardano sia le capacità motorie, che quelle intellettive.

 

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